
| giovedì 9 febbraio 2012 h. 9:16 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |

(AGI) - Londra, 2 set. - La lotta contro la tubercolosi potrebbe essere un po' piu' facile da oggi. Questo perche' un gruppo di ricercatori ha ideato un nuovo metodo di diagnosi della malattia infettiva piu' veloce ed efficace. Questo test molecolare sarebbe in grado di rilevare i batteri responsabili della malattia, ma anche mostrare l'esistenza di resistenza ai farmaci, il che faciliterebbe l'erogazione di trattamenti efficaci da subito. "La diagnosi precoce della malattia e' essenziale per ridurre la mortalita' e per interrompere la diffusione", hanno spiegato i ricercatori alla rivista The New England Journal of Medicine. Circa un terzo della popolazione mondiale e' stato infettato dal bacillo della tubercolosi, e una persona colpita su 10 soffre della malattia, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms). La stragrande maggioranza dei casi si verifica nei paesi in via di sviluppo dove l'accesso alle cure e alle terapie non e' semplice. Inoltre, visto che i metodi utilizzati per diagnosticare la malattia richiedono diversi giorni di studio per ottenere una diagnosi definitiva, in molti casi la somministrazione delle terapie avviene in ritardo. Decisi a trovare una soluzione piu' pratica, questi ricercatori hanno progettato il nuovo metodo e hanno dimostrato la sua efficacia in un campione di 1.730 persone provenienti dal Peru', dall'Azerbaigian, dal Sudafrica e dall'India, con sintomi sospetti dell'esistenza di una tubercolosi farmaco-resistente. Secondo l'ipotesi dei ricercatori, tramite un campione di espettorato, questo test e' in grado di identificare con precisione, e in 90 minuti, la presenza del patogeno utilizzando un test molecolare altamente sensibile. I risultati hanno dato ragione ai ricercatori. Il metodo, chiamato 'MTB/RIF TB', ha correttamente identificato quasi tutti i pazienti con la tubercolosi e il 98 per cento di quelli con i batteri resistenti alla 'rifampicina', un antibiotico utilizzato contro la malattia. E lo ha fatto "in meno di due ore e in modo semplice", come hanno concluso i ricercatori. .