
| sabato 4 febbraio 2012 h. 3:03 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |

(AGI) - Washington, 8 apr. - E' possibile arginare la diffusione della malaria uccidendo le zanzare piu' vecchie. Utilizzando, infatti, insetticiti diluiti o di nuova generazione che agiscono solo sugli insetti piu' vecchi, e' probabile che le zanzare nuove non sviluppino resistenze. Questo e' quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Penn State University e pubblicato sulla rivista Plos Biology. Ogni anno la malaria uccide milioni di persone, ma molte delle sostanze chimiche utilizzate come insetticidi divengono inefficaci dopo un po' di tempo. La ripetuta esposizione a tali preparati, infatti, seleziona nuove generazioni resistenti. "Gli insetticidi spruzzati sulle pareti delle abitazioni o sulle zanzariere poste sui letti rappresentano uno dei metodi piu' efficaci per controllare la malattia", ha commentato Andrew Read, docente di biologia ed entomologo della Penn State. "Ma essi - ha aggiunto - funzionano uccidendo gli insetti oppure impedendo la posa delle uova, e cio' impone un'enorme pressione selettiva in favore delle zanzare resistenti agli insetticidi". I ricercatori sono convinti che una soluzione potrebbe essere costituita da insetticidi, chimici o biologici, che uccidano solo gli insetti piu' vecchi. "Per ironia della sorte - ha spiegato Read - la maggior parte delle zanzare non vive abbastanza per trasmettere la malattia: se uccidessimo solo le zanzare piu' vecchie potremmo controllare la malaria e risolvere il problema della resistenza, perche' verrebbe meno la pressione selettiva. Cio' potrebbe essere fatto cambiando il modo in cui utilizziamo gli insetticidi esistenti, anche semplicemente diluendoli". Le zanzare vengono infatti uccise piu' facilmente con insetticidi come il Ddt, ma lo sarebbero anche sviluppando una nuova generazione di pesticidi. Questo cambiamento di rotta nel controllo dell'infezione consentirebbe agli insetticidi di durare molto piu' a lungo, anche per sempre, potenzialmente. Per studiare l'impatto degli in! setticid i che agiscono sugli insetti adulti, i ricercatori hanno costruito un modello matematico della trasmissione della malaria usando fattori quali il ciclo di posa delle uova e lo sviluppo di parassiti all'interno dell'insetto. Una volta che ha infettato la zanzara, il parassita necessita almeno 10-14 giorni, ossia da due a sei cicli di produzione di uova, per maturare e migrare nelle ghiandole salivari dell'insetto: da qui, esso puo' passare nell'essere umano attraverso una puntura. Le analisi ottenute utilizzando il modello del ciclo di vita della zanzara e dello sviluppo della malattia negli hotspot in Africa e in Papua Nuova Guinea rivela che uccidendo solo gli insetti che abbiano completato almeno quattro cicli di produzione di uova si riduce di circa il 95 per cento il numero di punture infettanti.