TUMORI: PER PREVENIRLI BARRIERA INTESTINALE FORTE
(AGI) - New York, 22 feb. - La permeabilita' intestinale
potrebbe essere alla radice di alcuni tumori che si formano nel
resto del corpo. Lo dimostra un nuovo studio pubblicato su PLoS
One da un gruppo di ricercatori della Thomas Jefferson
University. Dalla ricerca emerge che il recettore dell'ormone
guanilato ciclasi C (GC-C) - un soppressore gia' noto presente
nel tratto intestinale - svolge un ruolo chiave nel rafforzare
la barriera intestinale e quindi a separare l'ambiente
intestino dal resto del corpo. Senza il recettore, la barriera
si indebolisce. Il team guidato da Scott Waldman, capo del
dipartimento di Farmacologia e Terapia sperimentale presso la
Jefferson e direttore del Programma di Cancro gastrointestinale
al Jefferson Kimmel Cancer Center, ha scoperto in uno studio
preclinico che il silenziamento del GC-C nei topi compromette
l'integrita' della barriera intestinale, permettendo a
eventuali agenti cancerogeni di fuoriuscire e danneggiare anche
il DNA di tessuti esterni all'intestino. Al contrario, la
stimolazione del GC-C negli intestini nei topi ha rafforzato la
barriera intestinale e ha impedito la contaminazione di tali
effetti patologici. Mentre era gia' noto che una debole
barriera intestinale fosse fonte di numerose malattie, tra cui
infiammazioni, asma e allergie alimentari, questo studio
fornisce nuove prove circa il fatto che la GC-C svolge un ruolo
nella integrita' dell'intestino. "Se la barriera intestinale si
rompe, diventa una via di accesso al mondo esterno e una fonte
di debolezza per l'ambiente interno", ha detto Waldman. "Quando
questi due mondi collidono - ha aggiunto - allora si possono
generare numerose malattie, come infiammazioni e cancro". Lo
studio pone le basi per futuri studi pre-clinici e clinici
diretti a comprendere le capacita' di GC-C negli esseri umani,
inclusa la prevenzione e il trattamento delle malattie
infiammatorie intestinali e del cancro. "Se si vuole prevenire
l'infiammazione intestinale o certi tipi di cancro negli esseri
umani - ha concluso Waldman - allora dobbiamo cominciare a
intervenire sugli ormoni che attivano GC-C per ispessire la
barriera intestinale".