
| giovedì 23 febbraio 2012 h. 7:37 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |
(AGI) - New York, 27 gen. - Un nuovo studio effettuato su
giovani calciatori colpiti da lesioni muscolari suggerisce che
l'eta', il sito e la dinamica di insorgenza della lesione puo'
aiutare a determinare per quanto tempo un giocatore dovra'
stare fuori dal campo. Lo studio, pubblicato sull'American
Journal of Sports Medicine, e' uno dei primi a esaminare in
modo specifico gli infortuni e i tempi di recupero di giovani
atleti. "La nostra intenzione e' quella di aiutarli ad avere
un'idea di quando potranno tornare al loro gioco. Del resto
questo e' cio' che ogni atleta intende sapere", ha spiegato Tim
Hewett, capo della ricerca di medicina dello sport presso la
Ohio State University e presso l'Ospedale pediatrico di
Cincinnati.
Solitamente, le lesioni muscolari sono causate da sforzi
eccessivi del giocatore o da colpi comuni nel corso del gioco.
I ricercatori hanno quindi analizzato le lesioni alla coscia
riportate nel periodo compreso tra il maggio del 2000 e il
maggio 2005 nei campionati giovanili della Football Association
inglese. Tra i 12mila ragazzi di eta' compresa tra gli 8 e i 16
anni impegnati nelle leghe giovanili in quel periodo, ci sono
stati 10.225 infortuni muscolari, di cui 1.288 (circa il 13%)
hanno coinvolto i muscoli della coscia. La maggior parte degli
infortuni hanno riguardato il quadricipite, il tendine del
ginocchio e i gruppi di muscoli adduttori. In media, i
giocatori sono stati costretti a stare fuori per circa 13
giorni dopo la prima lesione. I giocatori piu' grandi hanno
impiegato maggiori tempi di recupero rispetto a quelli piu
giovani, mentre tra le tipologie di lesione quella che ha
richiesto maggiori tempi di guarigione e' stata la lesione del
tendine del ginocchio. L'analisi ha inoltre rilevato un aumento
del rischio di infortunio muscolare alla coscia dopo la meta'
del primo tempo.
"Questo dimostra che questi ragazzi non hanno ancora
maturato la resistenza per poter recuperare piu' di un tempo",
ha affermato Kristina Wilson, docente presso il Dipartimento di
Medicina dello sport dell'Ospedale Pediatrico di Phoenix in
Arizona, che non era coinvolta nella ricerca. Dello stesso
avviso gli autori dello studio, secondo cui le squadre
dovrebbero prendere in considerazione l'opportunita' di
sostituire piu' frequentemente i giovani giocatori per dare
loro il tempo di riposarsi. Tra le istruzioni suggerite ai
genitori e agli allenatori per reagire a un infortunio
muscolare, si segnala il ricorso al ghiaccio, una leggera
pressione sul sito della lesione e, soprattutto, il riposo.