
| giovedì 23 febbraio 2012 h. 7:08 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |
(AGI) - Venezia, 25 gen. - Uno studio internazionale condotto
da ricercatori dell'Universita' di Padova in collaborazione con
il College de France di Parigi, altri importanti Centri
europei,e pubblicato sulla prestigiosa rivista "Hypertension",
la piu' autorevole voce in materia di pressione arteriosa,
chiarisce i meccanismi della piu' comune forma di ipertensione
arteriosa da causa endocrina: la ricerca ha messo in evidenza,
in un terzo circa di pazienti affetti da tumori del surrene,
con una maggiore frequenza tra le donne e i pazienti con gradi
maggiori di iperaldosteronismo, mutazioni in quegli
"interruttori" che nella membrana cellulare sono preposti alla
regolazione del sodio e del potassio. "Si tratta di una serie
di mutazioni - spiega il professor Gian Paolo Rossi, direttore
del dottorato internazionale in Ipertensione Arteriosa e della
Clinica medica 4 dell'Universita' di Padova - che comportano la
perdita di selettivita' del "filtro" del canale attraverso il
quale il potassio esce dalla cellula (KCNJ5). Il "filtro" cosi'
funziona male, e anziche' far solo uscire potassio, lascia
anche entrare sodio". L'alterazione di questi meccanismi
comporta l'ingresso del calcio nelle cellule del tumore e
quindi aumenta cronicamente la produzione di aldosterone, un
ormone che aumenta la pressione arteriosa e, in presenza di un
introito alimentare elevato di sale, danneggia cuore, reni e
arterie. Questo studio, condotto per Padova da un team di
ricercatori coordinato dai professori Gian Paolo Rossi, Franco
Mantero (direttore dell'Endocrinologia) e Francesco Fallo
(Clinica medica 3), chiarisce un 'puzzle' che da oltre 50 anni
rimaneva irrisolto, e cioe' perche' questi tumori continuino a
produrre aldosterone, mantenendo elevati i valori della
pressione arteriosa, nonostante la mancanza di angiotensina II
e la riduzione del potassio, che sono i principali stimoli alla
produzione di aldosterone. "Si tratta di una ricerca di
particolare importanza - sottolinea il prof. Rossi -, che
potrebbe aprire nuove prospettive al trattamento farmacologico
della piu' importante causa di ipertensione, oggi guaribile
solo chirurgicamente".)
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