
| giovedì 23 febbraio 2012 h. 7:34 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |

(AGI) - Londra, 25 gen. - I cibi fritti in olio di oliva o di
girasole non sarebbero collegati all'insorgere di malattie
cardiache. A sostenerlo una ricerca dell'Universita' Autonoma
di Madrid pubblicata su bmj.com. Lo studio ha avuto luogo in
Spagna, paese mediterraneo in cui viene utilizzato l'olio di
oliva o di girasole per la frittura. Di conseguenza, secondo i
ricercatori, i risultati probabilmente non sarebbero stati gli
stessi in un paese in cui si ricorre agli oli solidi e
riutilizzati. Nei paesi occidentali, la frittura e' uno dei
metodi piu' comuni di cottura. Quando il cibo e' fritto diventa
piu' calorico perche' assorbe il grasso degli oli. E aumentano
alcuni fattori di rischio di malattie cardiache, come la
pressione alta, il colesterolo alto e l'obesita'. Il team
guidato da Pilar Guallar-Castillon, docente della Universita'
Autonoma di Madrid, ha esaminato i metodi di cottura di 40.757
adulti di eta' compresa tra 29 e 69 anni su un periodo di 11
anni. Nessuno dei partecipanti aveva malattie di cuore quando
e' iniziato lo studio. I partecipanti al test hanno risposto a
domande sulla loro dieta e sui metodi di cottura. Durante il
follow-up ci sono stati 606 eventi legati a malattie cardiache
e 1.134 decessi. Gli autori hanno sottolineato: "In un paese
mediterraneo dove gli oli di oliva e di girasole sono i grassi
piu' comunemente usati per friggere, e dove gr andi quantita'
di cibi fritti sono consumati sia dentro sia fuori casa, non e'
stata osservata alcuna associazione tra il consumo di cibi
fritti e il rischio di malattia coronarica o di morte. Il
nostro studio sfata il mito che vuole il cibo fritto
generalmente legato alle malattie al cuore".