
| giovedì 23 febbraio 2012 h. 7:19 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |

(AGI) - Washington, 25 gen. - Identificata una proteina che
aggrava i sintomi del morbo di Parkinson. Una scoperta che
potrebbe un giorno condurre a nuovi trattamenti per le persone
che soffrono di questa devastante malattia neurodegenerativa.
Pubblicata online Neuron, la ricerca promossa dall'Universita'
della California di San Francisco e dal Gladstone Institute
descrive come una proteina chiamata RGS4 che normalmente aiuta
a regolare l'attivita' dei neuroni nello striato, la parte del
cervello che controlla i movimenti nei modelli sperimentali del
morbo di Parkinson, contribuisca a innescare problemi sul
controllo motorio. Il risultato e' il deterioramento dei
movimenti e della coordinazione motoria, i sintomi distintivi
del Parkinson che attualmente colpiscono piu' di 10 milioni di
persone. Gli scienziati sanno da tempo che un calo di dopamina,
sostanza chimica importante nel cervello, e' associato al
Parkinson. E per decenni i pazienti hanno assunto un farmaco
chiamato 'levodopa' per aumentare i livelli di dopamina nel
cervello. Purtroppo, pero', l'efficacia del farmaco comincia ad
attenuarsi con il progredire della malattia. Cosi' gli
scienziati hanno iniziato a cercare altre strategie
terapeutiche. Adesso la scoperta del ruolo di RGS4 gettera' le
basi per percorsi terapeutici indipendenti dalla dopamina. Il
team ha scoperto che RGS4 e' richiesto dalla dopamina per
regolare i circuiti del cervello durante l'apprendimento. Ma
quando i livelli di dopamina subiscono un calo drammatico, come
nel Parkinson, RGS4 diventa iperattiva e distrugge questi
circuiti, determinando cosi' i sintomi del morbo. Pertanto, i
ricercatori hanno testato se rimuovendo RGS4 si possano
prevenire questi sintomi. Intervenendo su topi privi di RGS4
con una sostanza chimica che abbassa i livelli di dopamina per
simulare gli effetti del Parkinson, gli studiosi hanno
monitorato i livelli di abilita' motoria degli animali
comparati alle capacita' di muoversi dei topi con Parkinson in
cui l'RGS4 era rimasto intatto. Come previsto, questi ultimi
hanno manifestato grossi problemi con il movimento. Mentre il
Parkinson nei topi senza RGS4 lasciava la possibilita' di
effettuare movimenti fluidi e coordinati senza grosse
difficolta', anche a piu' bassi livelli di dopamina. "Per
scoprire come la rimozione di RGS4 colpisca i circuiti
cerebrali a livello molecolare - hanno spiegato gli studiosi -
abbiamo acquisito una piu' profonda comprensione del ruolo
della proteina e messo in luce un meccanismo finora sconosciuto
che provoca i sintomi del Parkinson. Speriamo il nostro lavoro
possa aprire la strada a una necessaria alternativa alla
levodopa, ad esempio un farmaco che abbia la capacita' di
inattivare RGS4 nei pazienti".