TUMORI: NUOVO TRATTAMENTO CARCINOMA OVARICO
(AGI) - Roma, 11 gen. - La Commissione Europea ha approvato
bevacizumab in combinazione con chemioterapia standard
(carboplatino e paclitaxel) nel trattamento di prima linea,
dopo la chirurgia, per le donne affette da carcinoma ovarico in
stadio avanzato. Lo rende noto un comunicato della Roche. Il
carcinoma ovarico rappresenta, tra i tumori ginecologici, la
forma a piu' elevata mortalita': si stima che ogni anno nel
mondo venga diagnosticato a 220.000 donne, con circa 140.000
decessi. L'approvazione di bevacizumab rappresenta un
importante passo avanti nel trattamento delle donne affette da
carcinoma ovarico, per le quali il trattamento e' stato finora
limitato a chirurgia e chemioterapia. "L'approvazione di
bevacizumab rappresenta negli ultimi 15 anni il primo
importante passo avanti nel trattamento del carcinoma ovarico",
ha dichiarato Hal Barron M.D., Chief Medical Officer e Head,
Global Product Development di Roche. "Si tratta della quinta
forma di tumore per cui bevacizumab ottiene l'approvazione in
Europa, rendendo il farmaco uno dei pochi biologici indicati
per differenti tipi di neoplasie". Bevacizumab ha dimostrato in
due studi di fase III (GOG0218 e ICON7) che nelle donne con
diagnosi di carcinoma ovarico in stadio avanzato che ricevono
un trattamento con bevacizumab in combinazione con
chemioterapia, seguito da bevacizumab in monoterapia, sono
vissute significativamente piu' a lungo senza peggioramento
della malattia (sopravvivenza libera da progressione) rispetto
alle pazienti sottoposte alla sola chemioterapia. Il carcinoma
ovarico e' correlato a elevate concentrazioni plasmatiche del
fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF), una proteina
associata alla crescita e alla diffusione del tumore.
Bevacizumab inibisce in modo specifico il VEGF, le cui
concentrazioni elevate sono correlate allo sviluppo di ascite
(versamento liquido patologico nella cavita' addominale),
peggioramento della malattia e prognosi infausta nelle donne
con carcinoma ovarico.
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