AUTISMO: IN 20 ANNI CASI DECUPLICATI, UNO OGNI 200
(AGI) - Roma, 12 nov. - I casi di autismo sono sempre piu'
frequenti nel nostro paese: se venti anni fa la patologia
colpiva un bambino ogni 2.000, oggi colpisce un bambino ogni
200, con i casi che quindi in due decenni sono addirittura
decuplicati. Una crescita esponenziale di un disturbo,
segnalano gli esperti, che ancora oggi viene troppo spesso
diagnosticato in ritardo e affrontato con terapie non idonee.
Eppure la possibilita' di migliorare la qualita' di vita di
questi bambini autistici e delle loro famiglie dipende in
maniera diretta dal tempismo con il quale si riesce ad
effettuare una valutazione e, di conseguenza, dall'adozione di
terapie mirate al singolo caso. "Un unico metodo non funziona
per tutti", osservano Federico Bianchi di Castelbianco e Magda
Di Renzo, rispettivamente direttore e responsabile del servizio
Terapia dell'Istituto di Ortofonologia che di fatto propongono
due progetti distinti - uno relativo all'individuazione del
disturbo, l'altro alla terapia - evidenziando che circa il 70%
dei bambini in cura ha migliorato la propria diagnosi passando
da una situazione di autismo ad una di spettro autistico,
mentre il 24% e' addirittura uscito dall'autismo a
dimostrazione che questo disturbo e' una gabbia da cui si puo'
anche uscire. Nate e promosse dall'IdO, le due iniziative, dal
carattere "innovativo", sono al centro del convegno scientifico
dal tema "Autismo Infantile. La centralita' della diagnosi
precoce per un progetto terapeutico mirato", presentato oggi al
convegno 'Direfuturo-Il Festival delle giovani idee' e promosso
dallo stesso Istituto, in collaborazione con la Fondazione
Telecom Italia e la casa editrice Magi Edizioni. Il primo
obiettivo raggiunto dall'istituto, e' stato quello di
distinguere all'interno della "disomogenea categoria dei
bambini con disturbi autistici" due sottogruppi definiti con
sintomatologia lieve e severa in base alla gravita' dei
punteggi ottenuti con le scale standardizzate: Autism
diagnostic observation schedule Generic (Ados-G) e Childhood
autism rating scale (Cars). Cio' che e' emerso in modo
sorprendente e' stata la presenza di intenzionalita' nel
sottogruppo con sintomatologia lieve, ovvero il fatto che
esista la possibilita' che il bambino possa comprendere le
intenzioni dell'altro. Si tratta di una scoperta che ha messo
"in discussione la 'teoria della mente' come spiegazione della
maggior parte delle bizzarrie del bambino con autismo", spiega
Di Renzo nel sottolineare che "l'esperienza clinica ha
evidenziato che lo sviluppo del bambino autistico segue le
stesse linee di quello normodotato ma con tempi molto piu'
lenti".
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