(AGI) - Roma, 21 ott. - Da oggi l'ernia guarisce con un fiore
che reagisce ai movimenti. E' la nuova protesi dinamica in 3D
per il trattamento chirurgico dell'ernia inguinale. Per la
prima volta niente piu' suture e fissaggi, ma un dispositivo
che si muove in armonia con le strutture addominali, garantendo
ai pazienti una migliore qualita' di vita quotidiana nel
periodo post-operatorio. "Si tratta di una vera e propria
rivoluzione nel trattamento dell'ernia inguinale - spiega il
professor Giuseppe Amato docente presso la Scuola di
Specializzazione in Chirurgia dell'Universita' di Palermo - La
protesi, costruita in polipropilene, un materiale sintetico di
corrente utilizzo in chirurgia, e' tridimensionale e viene
impiantata senza punti di sutura. Cio' permette di evitare le
complicanze tipiche degli interventi tradizionali, come gli
strappi ai tessuti, il sanguinamento, il dolore cronico da
"tensione" ed il "nerve entrapment". Si tratta di un vero e
proprio "intrappolamento" di uno o piu' dei tre piccoli nervi
presenti nell'area inguinale da parte dei punti di sutura o da
parte del callo cicatriziale generato dalle reti convenzionali.
A differenza delle protesi tradizionali, tutte statiche e
passive perche' non seguono i movimenti naturali della regione
inguinale, questo device, muovendosi all'unisono con le
strutture della zona inguinale ed assecondandone i
movimenti,non viene percepito come corpo estraneo
dall'organismo". Intervento rapido, indolore e senza
complicanze La protesi dinamica viene inserita nella parete
addominale senza bisogno di suture e fissaggi. L'intervento
nell'80% dei casi si esegue in anestesia locale e in tempi
brevi, meno di 30 minuti. I passaggi iniziali dell'intervento,
prima del posizionamento della protesi, sono quelli consueti a
ciascun chirurgo ma il tempo finale e' molto piu' semplificato,
grazie alla nuova protesi che, grazie ad un apposito
applicatore, si inserisce ad espansione, richiudendo senza
fissaggio l'apertura erniaria.Dal punto di vista dei pazienti,
si riscontra una netta diminuzione delle complicanze
postoperatorie, in particolare emorragie ed ematomi legati alla
lacerazione dei punti di sutura. Si azzerano, in pratica, le
percentuali relative alle complicanze rispetto agli interventi
classici: 0% di infezioni contro il 5% delle mesh, 0% di
recidiva contro il 10% delle reti tradizionali, 0% di dolore
cronico contro il 7%, 0% di complicanze intraoperatorie verso
il 3% medio delle operazioni finora effettuate. Inoltre, si
dimezza la comparsa di seromi (dal 12 al 6%) e si riduce di un
quinto la manifestazione di ematomi (da circa il 15% al 3%). La
mancanza di "ancoraggi", inoltre, permette di annullare la
tensione dei tessuti operati, evitando reazioni cicatriziali
"callose" tipiche delle protesi convenzionali.
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