mercoledì 16 maggio 2012   h. 17:04
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CHIRURGIA: CON 'ERAS' DURATA DEGENZE a -30%

CHIRURGIA: CON 'ERAS' DURATA DEGENZE a -30%

(AGI) - Firenze, 3 ott. - Grande taglio, grande chirurgo? Non piu'. La nuove tecniche mini invasive, i progressi dell'anestesia, il controllo del dolore e un'accurata preparazione del paziente consentono ormai interventi mirati al millimetro e drastiche riduzioni della degenza post-operatoria.
  Analoghi risultati sono pero' possibili anche nella chirurgia addominale maggiore e in altri interventi invasivi, grazie a una serie di innovative procedure denominate Fast Track Surgery (FTS, percorso veloce in chirurgia) o Enhanced Recovery After Surgery (ERAS, degenza veloce dopo chirurgia). Per mettere a punto un programma che il Ministero della Salute potrebbe estendere a tutti gli ospedali con il doppio scopo di ottimizzare il trattamento dei pazienti e di ridurre la spesa sanitaria, sono al lavoro in Italia alcuni gruppi, tra cui le equipe chirurgiche di Firenze del professor Francesco Tonelli (Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi) e al San Raffaele di Milano quella del professor Marco Braga. I primi risultati sono stati presentati oggi a Firenze nel corso del 113� congresso nazionale della Societa' Italiana di Chirurgia. Il bilancio tracciato dal professor Ferdinando Ficari, stretto collaboratore di Tonelli, offre dati numerici importanti: grazie alle procedure ERAS i tempi di degenza si sono ridotti del 30% (in media da 6 a 4 giorni), le complicanze non vanno oltre il 3 e il 5%, ma, soprattutto, i pazienti presentano una condizione psicofisica post-intervento assai migliore e tornano a una vita normale molto piu' rapidamente. Il segreto, a parte la professionalita' dell'equipe chirurgica, sta essenzialmente nelle fasi, pre e post-operatoria della procedura. Prima dell'operazione, ha ricordato Ficari, si cerca infatti di ottimizzare le funzioni cardiache, renali e polmonari. No a fumo e alcolici, si' a supporti nutrizionali orali che contengono particolari nutrienti in grado di stimolare le difese immunitarie (immunonutrizione) e di colmare eventuali carenze nutrizionali, fino a ridurre il digiuno preventivo a sole due ore. Per l'intervento si associano anche una analgesia loco-regionale e tecniche chirurgiche mini-invasive. Inoltre si bada a mantenere una normale temperatura corporea (normotermia). Nella fase post-operatoria e' invece necessario controllare il dolore e prevenire nausea o vomito, mentre drenaggi, sonde e cateteri vanno usati il meno possibile. Il paziente e' sollecitato a nutrirsi regolarmente e a rimettersi in movimento prima possibile. In sostanza, ha spiegato Ficari, ERAS mette in discussione molti aspetti negativi dei consueti metodi di gestione del paziente chirurgico. Sono stati analizzati i seguenti fattori: 1) preparazione intestinale per la chirurgia del colon: recenti studi clinici hanno dimostrato che la pulizia dell'intestino non e' piu' necessaria, perche' l'incidenza di complicanze post-operatorie e' analoga o inferiore a quella osservata nei pazienti sottoposti a diete e pulizie intestinali per giorni prima dell'intervento chirurgico 2) digiuno pre-operatorio: e' stato dimostrato che il paziente puo' tranquillamente assumere bevande a base di maltodestrine anche fino a due ore prima dell'intervento. Cio' serve anzi a mantenere un buon livello di glicemia che eviti resistenze all'insulina e attenui la perdita di massa muscolare, ossia un calo di peso. Per questi motivi, anche in pazienti normalmente nutriti l'impiego di miscele nutrizionali contenenti specifici nutrienti (immunonutrizione) e assunte per bocca 5-7 giorni prima del ricovero, ha dimostrato di migliorare o prevenire il deficit immunitario e di diminuire le complicanze post-operatorie. "Tra le varie innovazioni della ERAS", ha aggiunto il professore, "il digiuno pre e post-operatorio e' senza dubbio una procedura destinata a cambiare abitudini consolidate in molti reparti di chirurgia, anche con lo scopo di ridurre il catabolismo proteico post-operatorio. E' bene tenere presente che dopo interventi di chirurgia impegnativi sia per il paziente che per il chirurgo, si puo' osservare una perdita di peso che corrisponde a circa 1-2 kg di massa magra". 3) normotermia: mantenere la normale temperatura corporea durante e dopo l'operazione evita diverse complicanze. L'ipotermia e' infatti un fattore di rischio dopo chirurgia, specie se di durata superiore a due ore. Si ritiene infatti che la diminuzione di 1-3 �C conduca a un aumento del catabolismo e a un'incidenza di infezioni della ferita, aritmie cardiache e tachicardie ventricolari 2-3 volte superiori; 4) L'eccessiva infusione di liquidi: nei pazienti con una somministrazione dei liquidi per endovena molto piu' controllata e inferiore rispetto alle abitudine in corso, si osserva un significativo minor numero di complicanze, una ripresa piu' veloce delle funzioni intestinali e una degenza post-operatoria piu' breve: ovviamente vanno valutate correttamente le richieste (con un ideale bilancio idrico in pari). Anche le prime esperienze di tipo osservazionale condotte in questi anni sulla chirurgia polmonare, vascolare, ortopedica, urologica e dell'obesita', hanno del resto dimostrato una riduzione sia delle complicanze post-operatorie di ordine 'medico' (respiratorie, infettive, ecc.), sia della durata della degenza. Studi successivi condotti nella chirurgia colo-rettale hanno evidenziato che la ERAS e' correlata anche a una diminuzione della morbilita' di tipo chirurgico.
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