FDA, SI' A NUOVO TEST PER RISCHIO CANCRO OVAIE
(AGI) - Washington, 7 set. - Approvato dalla Food and Drug
Administration (Fda), l'organo governativo statunitense per il
controllo dei farmaci, un nuovo test per la stima di rischio di
cancro alle ovaie. Il nuovo metodo utilizza una combinazione di
analisi del sangue per le proteine HE4 e CA125 e un algoritmo
chiamato Risk of Ovarian Malignancy Algorithm (ROMA). I
ricercatori hanno mostrato che l'esame dei livelli di HE4 e
CA125 presenta la maggiore accuratezza finora raggiunta nella
determinazione del rischio di cancro alle ovaie in donne in pre
e post menopausa che presentano una massa pelvica. Il nuovo
sistema e' stato sviluppato nell'ambito del Program in Women's
Oncology del Women & Infants Hospital di Rhode Island. "Usando
questo nuovo sistema, aumentiamo notevolmente le nostre
probabilita' di individuare le donne a rischio di cancro alle
ovaie, soprattutto quando presentano una cisti o una massa
ovarica", ha spiegato Richard Moore, che ha guidato lo studio.
Finora le proteine CA125 e HE4 sono state indipendentemente
collegate al cancro alle ovaie, ma separatamente non potevano
condurre a una stima sicura del rischio che riguardasse tutti i
tipi di cancro alle ovaie. Combinando i risultati delle analisi
del sangue con il ROMA, i dottori saranno in grado, nelle donne
che presentano masse pelviche, di identificare le situazioni a
piu' alto rischio di malignita'. Il cancro alle ovaie e'
considerato da sempre un killer silenzioso per la difficolta'
con cui vengono diagnosticati i sintomi che sono spesso confusi
con quelli di condizioni non cancerose. I tre quarti dei tumori
alle ovaie sono diagnosticati quando ormai la malattia e' nello
stadio avanzato, ed e' difficile da trattare. L'approvazione
del metodo ROMA e' giunta in seguito a un trial che ha
coinvolto 472 donne con massa pelvica per le quali era stata
programmata la rimozione chirurgica. Ben il 95 per cento dei
tumori epiteliali alle ovaie e' stato classificato
correttamente ad alto rischio. I ricercatori hanno presentato i
loro risultati all'annuale meeting della Society of Gynecologic
Oncologists e sono stati pubblicati sulla rivista Obstetrics
and Gynecology.
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