PEDIATRI: AI BIMBI MENO FARMACI, PIU' RIMEDI NATURALI
(AGI) - Roma, 23 mag. - Il bambino si ammala spesso nel periodo
dell'inizio della scuola d'infanzia o nei primi mesi di
frequenza al nido? Non e' poi cosi' negativo, sostengono i
pediatri della Societa' Italiana di Pediatria Preventiva e
Sociale: il bimbo deve costruirsi piano piano un corredo
anticorpale. Le infezioni che colpiscono i bambini, infatti,
creano una risposta immunitaria persistente e duratura, per
cui, dopo queste fasi della vita in cui si ammalano spesso, in
seguito i bambini risultano immuni e possono affrontare indenni
le stagioni a rischio (autunno-inverno-primavera), frequentando
senza problemi la scuola dell'obbligo. "I genitori devono farsi
una ragione del perche' i bambini si ammalano cosi'
frequentemente nei primi tempi di frequenza in una
collettivita' infantile: l'immunita' che i bambini acquisiscono
li proteggera' dalle malattie nelle epoche successive", spiega
il presidente della Societa' Italiana di Pediatria Preventiva e
Sociale, Giuseppe Di Mauro. "E' come se l'organismo dovesse
pagare un pegno all'inizio per poi costruirsi un corredo
immunitario importante e necessario per il futuro. I pediatri
queste cose le conoscono e non si stancano di dirle ai
genitori, ma serve ribadirle piu' volte, anche attraverso i
media e la stampa". Correlato al tema delle malattie in
comunita' infantile, esiste poi il discorso della cura di
queste forme morbose, che per almeno l'80% sono di origine
virale e quindi non necessitano di cure antibiotiche
specifiche. La SIPPS ribadisce l'importanza di evitare la corsa
ai farmaci come sistema di difesa del bambino. "Se e' vero che
le malattie infantili guariscono da sole, senza particolari
cure, e' nostro compito tranquillizzare i genitori nel non
pretendere medicine per guarigioni veloci e immediate dei loro
figli. Un comportamento di attesa, responsabile, legato ai
consigli che inevitabilmente il pediatra dara' loro, mette al
riparo da un eccessivo ricorso ai farmaci, ma anche da
mantenere l'attenzione giusta ai problemi di salute del
bambino" ha precisato Leo Venturelli, pediatra e componente del
direttivo SIPPS. "In questo modo si ribadisce l'importanza di
lasciare all'organismo del bambino e alla natura la risposta
migliore alla malattia, garantendo una alimentazione giusta,
ricca in frutta e verdura, uno stile di vita attivo,
prevalentemente all'aria aperta e non in ambienti chiusi anche
al bambino convalescente, con l'obbligo di evitare la
riammissione rapida in collettivita' dei nostri figli. Per
questo servirebbe anche una tutela maggiore della famiglia, in
particolare della madre, nell'ambito della previdenza
sociale".(AGI)
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