mercoledì 16 maggio 2012   h. 16:39
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MALARIA: PROGETTO DI PARTNERSHIP PUBBLICO-PRIVATO

Roma - Filantropia e interventi pubblici non sono piu' strumenti adeguati per affrontare la complessita' dei problemi sanitari globali. L'approccio piu' efficace e' nelle partnership pubblico/privato, che assicurano le risorse e la flessibilita' necessarie per risolverli. Un esempio di questa strategia di collaborazione viene dalle iniziative avviate dal gruppo farmaceutico Novartis contro la malaria e in particolare dal Progetto Malaria Tigray, promosso da Novartis Italia. Al progetto, il CEIS - Centre for Economic and International Studies, dell'Universita' di Roma Tor Vergata, ha dedicato un approfondito studio, presentato oggi in un seminario internazionale presso la facolta' di Economia dell'ateneo romano. L'esigenza di approcci innovativi nella gestione globale della salute e' stata sottolineata, in apertura del convegno, da Federico Spandonaro, docente di Economia Sanitaria a Tor Vergata: "L'esperienza dice che, nell'affrontare un'emergenza sanitaria, i classici interventi filantropici o top down sono inadeguati. La soluzione e' la partnership tra piu' soggetti, che consente uno sguardo d'insieme sul problema e mette a disposizione le risorse per affrontarlo: puo', per esempio, assicurare da un lato la flessibilita' operativa tipica delle imprese private, dall'altro la competenza nei progetti di grandi dimensioni che e' prerogativa delle organizzazioni internazionali". Un'esperienza innovativa in questa direzione e' quella della Malaria Initiative di Novartis, che dal 2001 vede la multinazionale farmaceutica impegnata nel contrasto a questo big killer globale, responsabile di quasi 800mila morti ogni anno, prevalentemente in Africa. In questo contesto, il Progetto Malaria Tigray, frutto di una partnership tra Novartis Italia e il Ministero della Salute italiano, ha coinvolto OMS, Tigray Health Bureau, Ospedale San Gallicano di Roma, Ospedale italiano di Macalle'.
  Il progetto, che si e' sviluppato nell'arco di due anni in una vasta area rurale dello stato del Tigray, in Etiopia, e' consistito in una capillare azione di monitoraggio, diagnosi e gestione terapeutica della malaria. Come ha sottolineato Gianfranco Costanzo, del Dipartimento dell'Innovazione del ministero della Salute, "Parlando di partnership pubblico/privato nell'area della salute globale, il Progetto Tigray puo' essere considerata una best practice, caratterizzata da obiettivi chiari e da un'efficace definizione dei ruoli tra gli interlocutori coinvolti. Cio' ha consentito di affrontare nel modo corretto il 'problema malaria' in un'area rurale priva di servizi e di infrastrutture. Carta vincente del progetto e' stata la creazione, sul campo, di un originale modello di gestione 'comunitaria' della malattia, che ha saputo valorizzare la prospettiva sociale e culturale dell'area interessata". .
 

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