MALARIA: PROGETTO DI PARTNERSHIP PUBBLICO-PRIVATO
Roma - Filantropia e interventi pubblici non sono piu'
strumenti adeguati per affrontare la complessita' dei problemi
sanitari globali. L'approccio piu' efficace e' nelle
partnership pubblico/privato, che assicurano le risorse e la
flessibilita' necessarie per risolverli. Un esempio di questa
strategia di collaborazione viene dalle iniziative avviate dal
gruppo farmaceutico Novartis contro la malaria e in particolare
dal Progetto Malaria Tigray, promosso da Novartis Italia. Al
progetto, il CEIS - Centre for Economic and International
Studies, dell'Universita' di Roma Tor Vergata, ha dedicato un
approfondito studio, presentato oggi in un seminario
internazionale presso la facolta' di Economia dell'ateneo
romano. L'esigenza di approcci innovativi nella gestione
globale della salute e' stata sottolineata, in apertura del
convegno, da Federico Spandonaro, docente di Economia Sanitaria
a Tor Vergata: "L'esperienza dice che, nell'affrontare
un'emergenza sanitaria, i classici interventi filantropici o
top down sono inadeguati. La soluzione e' la partnership tra
piu' soggetti, che consente uno sguardo d'insieme sul problema
e mette a disposizione le risorse per affrontarlo: puo', per
esempio, assicurare da un lato la flessibilita' operativa
tipica delle imprese private, dall'altro la competenza nei
progetti di grandi dimensioni che e' prerogativa delle
organizzazioni internazionali". Un'esperienza innovativa in
questa direzione e' quella della Malaria Initiative di
Novartis, che dal 2001 vede la multinazionale farmaceutica
impegnata nel contrasto a questo big killer globale,
responsabile di quasi 800mila morti ogni anno, prevalentemente
in Africa. In questo contesto, il Progetto Malaria Tigray,
frutto di una partnership tra Novartis Italia e il Ministero
della Salute italiano, ha coinvolto OMS, Tigray Health Bureau,
Ospedale San Gallicano di Roma, Ospedale italiano di Macalle'.
Il progetto, che si e' sviluppato nell'arco di due anni in una
vasta area rurale dello stato del Tigray, in Etiopia, e'
consistito in una capillare azione di monitoraggio, diagnosi e
gestione terapeutica della malaria. Come ha sottolineato
Gianfranco Costanzo, del Dipartimento dell'Innovazione del
ministero della Salute, "Parlando di partnership
pubblico/privato nell'area della salute globale, il Progetto
Tigray puo' essere considerata una best practice,
caratterizzata da obiettivi chiari e da un'efficace definizione
dei ruoli tra gli interlocutori coinvolti. Cio' ha consentito
di affrontare nel modo corretto il 'problema malaria' in
un'area rurale priva di servizi e di infrastrutture. Carta
vincente del progetto e' stata la creazione, sul campo, di un
originale modello di gestione 'comunitaria' della malattia, che
ha saputo valorizzare la prospettiva sociale e culturale
dell'area interessata".
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