mercoledì 16 maggio 2012   h. 16:36
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NUOVO TEST PER DIAGNOSI DI DANNO RENALE ACUTO

(AGI) - Washington, 12 nov. - La presenza di alcuni marcatori nelle urine potrebbe essere un campanello di allarme per il danno renale acuto (AKI). Ecco perche' secondo un gruppo di ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle un semplice test delle urine potrebbe aiutare a prevenire i casi di insufficienza renale. Gli scienziati lo hanno infatti dimostrato in uno studio pubblicato sulla rivista Journal of the American Society Nephrology (JASN). A differenza delle lesioni al cuore o al cervello, che mostrano evidenti segni esteriori, nell'Aki i sintomi fisici non sono in genere molto visibili. Da anni i ricercatori sono impegnati nella ricerca di marcatori per il danno renale acuto, con la speranza che la diagnosi precoce possa portare a una terapia tempestiva per prevenire l'insufficienza renale. I ricercatori di Seattle hanno esaminato alcune molecole presenti nelle urine dei soggetti affetti dall'infezione e che potrebbero quindi servire da marcatori diagnostici. In particolare, hanno misurato le potenzialita' diagnostiche del monocita chemiotattico protein-1 (MCP-1), una proteina che svolge un ruolo nel reclutamento delle cellule immunitarie per siti infetti o feriti del corpo.
  Questa proteina e' stata trovata nelle articolazioni delle persone affette da artrite reumatoide e nelle urine delle persone affette da lupus. I ricercatori hanno riscontrato livelli elevati di questa proteina cosi' come il sua mRNA (il modello per la sintesi proteica) in campioni di urina sia di topolini che di pazienti umani affetti da AKI. Questo ha suggerito che il gene che codifica questo mRNA viene attivato nei pazienti con AKI. Usando una nuova tecnica, nota come 'saggio di immunoprecipitazione della cromatina', gli scienziati sono stati anche in grado di mostrare i cambiamenti nelle proteine che possono attivare il gene che produce MCP-1.
  E' la prima volta che queste variazioni sono state identificate in campioni di urina umana. ''Questo e' un nuovo test diagnostico - ha commentato Richard Zager, che ha coordinato lo studio - che fornisce informazioni su quali processi inducono il danno renale acuto. Tuttavia, e' necessario uno studio prospettico molto piu' grande per capiare la sua utilita' clinica''.
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