E' ALLARME 'DIABESITA'', ECCO LE DIETE CORRETTE
(AGI) - Roma, 9 nov. - Troppo cibo, troppe calorie, troppo poco
moto. Altro che influenza A o Sars: la vera, moderna pandemia
si chiama 'diabesita'', un neologismo che comprende gli obesi e
i diabetici, che nella stragrande maggioranza dei casi
coincidono. Il problema e' ancora piu' allarmante se si stima
l'evoluzione che la diabesita' potrebbe avere nei prossimi
anni: il numero dei diabetici e', infatti, destinato a salire,
a livello globale, dagli attuali 246 milioni a circa 380
milioni nel 2025. Su come combattere la diabesita', vera sfida
del XXI secolo, si e' svolto oggi un convegno al Senato dal
titolo 'Diabesita': la prevenzione comincia a tavola' promosso
dai dietologi della fondazione ADI e dall'associazione Diabete
Italia. I dati sono allarmanti: un italiano su due ha problemi
di peso, con il 34,2% in sovrappeso e il 9,8% obeso. Un
esercito di 4 milioni 700mila italiani obesi, cui fanno da
contraltare i 4 milioni di italiani affetti da diabete: in
oltre 8 casi su 10 il diabete e' figlio proprio dell'obesita'.
E oltre un milione di bambini tra i 6 e gli 11 anni superano
abbondantemente il peso forma. Ma cosa significa "corretta e
sana alimentazione" nella moderna cultura delle diete piu' o
meno fantasiose, caratterizzata da continui bombardamenti
mediatici e allarmi terroristici su cibi e bevande da
demonizzare? "Bisogna essere coscienti" afferma Antonio
Tommasini, Presidente della Commissione Igiene e Sanita' del
Senato della Repubblica "che la prevenzione dell'Obesita' e del
Diabete comincia nella quotidianita' come ad esempio "a
tavola", promuovendo non la cultura della privazione bensi' la
cultura di una sana e corretta terapia dietetica-nutrizionale". La parola chiave che permette di
comprendere cosa significhi alimentarsi in modo corretto non e'
quindi "privazione" ma "equilibrio". "Per impostare una
corretta educazione alimentare e non incorrere nel rischio di
fallimento e' utile non demonizzare alcuni alimenti o bevande
ma incidere positivamente e stabilmente sui comportamenti
alimentari che sono un aspetto importante dello stile di vita
dei pazienti " commenta il Prof. Giuseppe Fatati, presidente
dell'ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione
Clinica). Saper mangiare bene, infatti, non significa guardare
in modo ossessivo al numero di calorie assunte ogni giorno ma
sapersi orientare nel modo giusto nella scelta di carboidrati,
proteine e grassi pur considerando le abitudini e le esigenze
poste dalla quotidianita' (dalla pausa pranzo all'aperitivo con
gli amici) e non rinunciando all'importanza del piacere a
tavola. E' proprio dall'equilibrio tra i diversi fattori
nutrizionali nel lungo periodo e dalla riscoperta del piacere a
tavola che parte, infatti, la strada della prevenzione e del
benessere. Dalla dieta dei liquidi, a quella del cavolfiore o
dell'anguria siamo sempre alla ricerca di una dieta innovativa,
eppure basta guardare alla tradizione culinaria italiana, alla
sua ricchezza e varieta', per trovare un ventaglio di soluzioni
equilibrate che permettono di nutrirsi in modo sano. E'
partendo da questa considerazione che i referenti regionali
dell'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica,
guidati dal Presidente Nazionale Giuseppe Fatati, hanno
raccolto le ricette della cucina regionale italiana, esempio di
equilibrio tra i diversi fattori nutrizionali, nel libro "Star
bene mangiando". Un viaggio attraverso la cucina italiana, dai
cereali, i legumi e le verdure tipiche della cucina
mediterranea ai sapori piu' forti del Nord che permette di
riscoprire la straordinaria varieta' di cibi legati ai
territori regionali riletti in una nuova chiave che coniuga il
piacere della tavola al benessere. "Fa che il cibo sia la tua
medicina" scriveva Ippocrate. Dieta e attenzione a tavola,
dunque, non nella ratio di una cultura della privazione ma di
una cultura della prevenzione basata su un modo sano e gustoso
di variare gli elementi che costituiscono la nostra
alimentazione.