DIETA MEDITERRANEA 'SCUDO' PER IL CERVELLO
(AGI) - Bologna, 30 ott. - Basta correggere un paio di
comportamenti a tavola per ottenere un buon risultato in
termini di protezione non solo cardiovascolare ma anche dalle
malattie neurodegenerative. E' il risultato di una metanalisi
(uno strumento in grado di integrare informazioni provenienti
da studi diversi che di fatto diventano un'unica ricerca)
effettuata da Francesco Sofi, dell'Universita' di Firenze. Il
ricercatore ha analizzato informazioni provenienti da sette
diversi studi condotti negli ultimi due anni in tutto il mondo,
per un totale di oltre due milioni di persone. I dati saranno
presentati domani nella giornata conclusiva del XXI Congresso
nazionale della SISET, Societa' Italiana per lo Studio
dell'Emostasi e della Trombosi in corso a Bologna. Il team
italiano ha elaborato un punteggio specifico di adesione alla
dieta mediterranea, mettendo in rilievo come un aumento di
appena due punti nel proprio score si traduca di fatto in un
guadagno significativo in termini di protezione dalle
principali malattie croniche, come quelle cardiovascolari, ma
anche da condizioni altrettanto diffuse nel mondo occidentale
come il morbo di Alzheimer, il Parkinson e la demenza. Tra le
novita' dell'indagine, infatti, c'e' una particolare attenzione
a due patologie come l'ictus e la fase preclinica della
demenza, contro le quali la dieta mediterranea si e' rivelata
uno scudo formidabile. Aumentare di poco la propria adesione
alle abitudini alimentari tipiche un tempo del bacino
mediterraneo assicura una riduzione della mortalita' totale
pari all'8 percento, mentre per malattie cardiovascolari e
tumori la riduzione osservata e' del 10 e 6 percento
rispettivamente. La protezione maggiore si registra contro le
malattie neurodegenerative, con una riduzione del rischio pari
al 13 percento. Proprio nel momento in cui la dieta
mediterranea diventa patrimonio dell'umanita', la scienza
conferma ancora una volta la validita' del paradigma
alimentare. "La dieta mediterranea ne esce assolutamente
rafforzata dal punto di vista scientifico - commenta Francesco
Sofi, primo autore dello studio - Questo nostro lavoro punta a
vedere se e in che misura l'alimentazione di tipo mediterraneo
e' capace di estendere la protezione gia' ampiamente dimostrata
sul fronte delle patologie cardiovascolari. Ci siamo
concentrati con particolare attenzione su aspetti finora poco
esplorati, come le malattie neurodegenerative appunto, verso le
quali esiste una sorta di scudo nei soggetti che hanno
abitudini alimentari quanto piu' vicine a quelle mediterranee".
La ricerca sottolinea che per migliorare la propria salute non
e' necessario stravolgere completamente le proprie abitudini.
Sembra infatti che un pizzico di accortezza in piu' nella
scelta dei cibi sia gia' sufficiente a garantire buoni
risultati e a mettersi al riparo. "Abbiamo visto - spiega Sofi-
che la partita si gioca intorno ad alimenti chiave, e cioe'
carne, frutta e verdura. Aumentando il consumo di queste ultime
e diminuendo l'apporto di carne rossa si ottiene un
miglioramento netto in termini di salute". Questa ricerca
rappresenta solo uno dei molteplici argomenti trattati dal XXI
Congresso SISET, che ha una visione fortemente
interdisciplinare, uno sguardo d'insieme che abbraccia settori
molto diversi della medicina. Perche' in fondo il sangue, con
tutti i suoi fenomeni fisiologici e patologici, arriva ovunque
nel corpo. Perche' le diagnosi, i trattamenti, le scelte
terapeutiche, devono tenere conto di cio' che avviene nei vasi
sanguigni. E il congresso di Bologna rispecchia in pieno questa
visione ampia ed articolata. Spunti importanti, naturalmente,
vengono dal settore della prevenzione e della terapia,
soprattutto per quanto riguarda le malattie cardiovascolari, un
campo in cui la comprensione dei fenomeni della coagulazione
porta continuamente innovazioni decisive. Nata nel 1970, la
Societa' Italiana per lo Studio dell' Emostasi e della Trombosi
raccoglie oltre 600 soci. I suoi campi d'indagine principali si
riferiscono alle problematiche inerenti la fisiopatologia, la
diagnosi e la terapia delle malattie emorragiche e trombotiche.
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