
| mercoledì 8 febbraio 2012 h. 4:56 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |

Londra - Forti dosi quotidiane di
vitamina B possono dimezzare l'atrofizzazione del cervello
negli anziani con problemi di memoria rallentando e in
un qualche caso bloccando la loro progressione verso
l'Alzheimer. E' quanto hanno appurato i ricercatori di Oxford
al termine di uno studio di due anni sugli effetti della
vitamina B sui cosiddetti pazienti affetti da "indebolimento
cognitivo medio", uno dei piu' grandi fattori di rischio per lo
sviluppo dell'Alzheimer. "L'indebolimento cognitivo medio"
(Mci) colpisce il 16% degli over 70 ed e' caratterizzata da
leggeri problemi di perdita di memoria, difficolta' ad
articolare le parole e altri funzioni mentali.
Il 50% di quanti sono affetti da Mci sono destinati a
sviluppare l'Alzheimer entro 5 anni, una malattia, priva di
cure, di cui soffrono circa 26 milioni di persone del mondo.
I ricercatori britannici hanno somministrato a 168
volontari affetti da Mci una pillola con forti dosi di vitamina
B6, B12 e acido folico, e ad altri un placebo. Queste vitamine
sono note per controllare i livelli di un aminoacido,
l'Omocisteina, che ad alti livelli e' legato ad un forte
rischio di sviluppare l'Alzheimer.
In realta' piu' che una semplice pillola di vitamina B il
farmaco fornito alle 'cavie', il "TrioBe Plus", contiene circa
300 volte la dose giornaliera raccomandata di vitamina B12, 4
volte quella di acido folico e 15 volte quella di B6. I
risultati, pubblicati su Public Library of Science (PLoS) One,
dimostrano che in media il cervello di quanti hanno seguito il
trattamento ipervitaminico si e' rimpicciolito dello 0,76%
all'anno, contro l'1,08% di coloro cui e' stato somministrato
il placebo. (AGI)
.