
| giovedì 9 febbraio 2012 h. 9:24 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |
(AGI) - Washington, 1 set. - Un peptide antibatterico potrebbe
essere la prossima arma di difesa dei soldati dal batterio piu'
comune nei teatri di guerra, ormai resistente agli antibiotici
piu' diffusi. A svilupparlo e' stata l'Universita' statunitense
di Temple. I ricercatori, che hanno pubblicato lo studio sul
Journal of Antimicrobial Chemotherapy, hanno testato un peptide
chiamato A3-Apo su alcuni ceppi di 'Acinetobacter baumannii',
un batterio presente in meta' dei soldati feriti in Iraq e
Afghanistan e nel 40 per cento delle attrezzature degli
ospedali da campo. Il peptide e' stato iniettato in cavie che
avevano sviluppato l'infezione, mostrandosi piu' efficace e
meno tossico degli antibiotici tradizionali, verso cui il
batterio ha sviluppato una forte resistenza. Risultati simili
si sono ottenuti anche contro ceppi resistenti di Escherichia
Coli. ''E' la prima volta che un peptide si dimostra cosi'
efficace - ha spiegato Laszlo Otvos, uno degli autori - ora
speriamo di cominciare i test clinici il prima possibile''.