
| venerdì 10 febbraio 2012 h. 6:16 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |

(AGI) - Roma, 1 set. - Nuovo importante passo nella
comprensione della sclerosi laterale amiotrofica (SLA):
identificato un gene della sporadica, la forma presente in
oltre il 90% dei casi. Una vasta ricerca multicentrica, frutto
della collaborazione di 8 Paesi europei ed extraeuropei (Regno
Unito, Stati Uniti, Olanda, Irlanda, Italia, Francia, Svezia e
Belgio) appare nell'ultimo numero di Lancet Neurology e
rappresenta una tappa fondamentale nell'identificazione dei
geni responsabili della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA),
attraverso la tecnica Genome-Wide (GWA) in grado di analizzare
quasi un milione di varianti genetiche differenti in una
popolazione di pazienti affetti da SLA sporadica, di una
regione "calda" del genoma. "Lo studio di GWA", spiega Vincenzo
Silani, direttore del Dipartimento di neuroscienze
dell'Auxologico di Milano, tra gli autori della ricerca, "ha
permesso di identificare una regione localizzata sul cromosoma
9q21 quale responsabile oltre che della forma sporadica, anche
della SLA associata a demenza fronto-temporale familiare.
Infatti, nella regione identificata sono localizzati alcuni
geni conosciuti che ora necessitano di essere studiati con
sequenziamento per la possibilita' di essere responsabili della
malattia". Lo studio, condotto dagli studiosi inglesi del
King's College di Londra in una serie di 599 pazienti Inglesi
affetti da SLA sporadica e 4144 controlli sani, e' stato poi
confermato in una piu' ampia serie di 4321 pazienti affetti da
SLA e 8425 controlli raccolti in sette diversi paesi tra cui
l'Italia. L'Irccs Istituto Auxologico, Universita' degli Studi
di Milano e Centro "Dino Ferrari" hanno partecipato allo studio
nell'abito di un vasto programma collaborativo internazionale
volto alla definizione delle cause genetiche della SLA e grazie
a uno stretto rapporto scientifico collaborativo tra il King's
College di Londra e il Dipartimento di neuroscienze diretto dal
neuroscienziato Vincenzo Silani. Inoltre, la neurogenetista
Isabella Fogh, gia' ricercatrice dell'Auxologico, si trova
attualmente presso il King's College di Londra nell'ambito di
un progetto collaborativo tra i due centri di ricerca ed ha
attivamente partecipato alla definizione dello studio. I
ricercatori dell'Irccs Istituto Auxologico Italiano diretti da
Vincenzo Silani hanno inoltre completato la raccolta di Dna di
2000 pazienti italiani affetti da SLA sporadica dopo avere
creato con numerosi altri Centri italiani il Consorzio SLAGEN
con l'intenzione di condurre uno studio di GWA autonomo
italiano. Dopo avere completato l'analisi del Dna grazie anche
alla tecnologia "Illumina" di cui l'Auxologico e' dotato, i
dati sono ora all'interpretazione statistica per la definizione
nella piu' vasta popolazione omogenea ad oggi analizzata di
regioni cromosomiche associabili alla SLA mediante uno studio
di GWA Italiano che andra' poi a confrontarsi con i dati della
letteratura internazionale. "L'attuale scoperta pubblicata da
Lancet Neurology", aggiunge Vincenzo Silani, "rappresenta un
passo sostanziale verso la definizione delle cause
eziopatogenetiche della SLA: solo attraverso questi passaggi
obbligati potra' essere approntata una terapia per i pazienti.
I ricercatori dell'Irccs Istituto Auxologico Italiano in
collaborazione con diversi Centri SLA in Italiana hanno dato
recentemente grande impulso alla definizione dell'incidenza di
mutazioni in diversi geni nei pazienti affetti da forme
familiari di SLA. Questa ricerca avvicina ancor piu' il giorno
in cui avremo chiarito i meccanismi patogenetici della SLA,
dato che le forme sporadiche della SLA che giungono alla nostra
attenzione di medici, rappresentano piu' del 90% del totale.
L'identificazione mediante tecnologie avanzate come il GWA di
regioni cromosomiche associate alla patologia apre la corsa al
sequenziamento della regione identificata con identificazione
dei geni responsabili e dimostrazione della loro funzione in
rapporto alla degenerazione motoneuronale specifica della
malattia".