
| martedì 7 febbraio 2012 h. 9:49 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |
(AGI) - Roma, 18 ago. - E' una delle insidie maggiori per chi
anche in estate si avventura sulle alte quote. L'edema
polmonare puo' infatti colpire all'improvviso chiunque, anche
l'alpinista piu' allenato. E' fondamentale allora capire
immediatamente, ai primi segnali di affaticamento se c'e'
questo rischio. Per accelerare la diagnosi, l'Istituto di
Fisiologia clinica del Cnr di Pisa ha messo a punto un nuovo
test diagnostico non invasivo che permette di stabilire
immediatamente se e' in corso un edema polmonare. "E' una
tecnica ultrasonografica toracica", spiega Lorenza Pratali
dell'Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa, "che
si esegue appoggiando una sonda a ultrasuoni a livello degli
spazi intercostali per apprezzare la presenza o meno di acqua
negli alveoli polmonari. Sono apparecchi di minime dimensioni,
facilmente trasportabili e a basso costo, capaci di
diagnosticare velocemente l'edema da alta quota nelle fasi
iniziali, senza rischiare la vita". "Alla comparsa di mal di
testa, debolezza, mal di stomaco", consiglia Lorenza Pratali
dell'Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa,
"bisogna fermarsi e rimanere alla stessa quota, evitando
sforzi, fino a quando la situazione non migliora. Se i sintomi
si aggravano con difficolta' respiratoria anche a riposo,
tosse, confusione mentale e incapacita' di camminare in linea
retta, allora bisogna scendere a una quota tra 500 e 1.000
metri e recarsi nel centro di primo soccorso piu' vicino".
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