
| sabato 4 febbraio 2012 h. 3:52 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |
(AGI) - Roma, 14 giu. - Le scale, un barattolo, i bottoni della
giacca. Ecco i peggiori nemici per i circa 300mila italiani che
convivono ogni giorno con l'artrite reumatoide, malattia
altamente invalidante che colpisce lo 0,5% della popolazione,
con 18mila nuovi casi registrati in un anno. Una malattia che
limita e che, soprattutto, modifica i progetti di vita: "basti
pensare che il 9,1% dei pazienti dichiara di aver rinunciato al
desiderio di maternita' o paternita'", afferma la dottoressa
Ketty Vaccaro, responsabile settore Welfare per la Fondazione
Censis. "Questi pazienti sono costretti a una vita di rinunce e
hanno nemici insospettabili che, nascosti nel bagno o sulla
tavola della propria cucina, si trasformano spesso in barriere
insormontabili", commenta Vaccaro nel corso di una conferenza
stampa che a Roma ha presentato l'imminente Congresso Europeo
di Reumatologia, illustrando l'aggiornamento del Rapporto
Sociale sull'Artrite Reumatoide realizzato dal Censis, in
collaborazione con la Societa' Italiana di Reumatologia (SIR) e
l'Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR), con il
sostegno incondizionato di Roche. Il 42,3% degli intervistati
dichiara di provare difficolta' a salire pochi piani di scale;
il 31,9% ad aprire un barattolo; il 26,4% non riesce a guidare
la propria automobile o a prendere i mezzi pubblici. Il 19,3%
del campione non riesce ad allacciarsi le scarpe; per il 17,7%
il bagno o la doccia in autonomia 'diventano un incubo'; il
15,5% ha difficolta' a fare il bucato in lavatrice ed il 14,9%
degli intervistati non riesce ad abbottonarsi la camicia.
"Inoltre - prosegue l'esperta del Censis - il 42,9% del
campione ha indicato che il primo impatto della malattia ha a
che vedere con la socialita' (26,7% nei pazienti fino a 44
anni); essere un peso per gli altri e' il primo effetto,
secondo il 28,2% dei pazienti e il disagio nella vita sessuale
una conseguenza limitante, per il 26,7%". E ancora: circa il
15% riscontra qualche volta difficolta' perfino a pulirsi la
bocca con un tovagliolo (mentre il 3,3% non ci riesce mai o
quasi mai); l?8% - prosegue l'indagine - non puo' pettinarsi e
piu' del 7% non e' in grado di infilarsi un pullover senza
essere aiutato. "Questa malattia - conclude la dottoressa
Vaccaro - poco conosciuta e poco discussa, e' appena accennata
anche nel Piano Sanitario Nazionale; eppure si tratta di una
patologia che mette a rischio la quotidianita' dei soggetti,
modificandone, e spesso in eta' molto giovane, la socialita',
il disegno di vita e il futuro dei propri affetti".(AGI)
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