
| martedì 7 febbraio 2012 h. 9:44 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |
(AGI) - Washington, 19 mar. - La stimolazione profonda del cervello e' una terapia promettente per l'epilessia nei casi in cui non si possa curare con i farmaci. Lo sostiene uno studio dell'Universita' americana di Stanford pubblicato sulla rivista Epilepsia. In un trial clinico, i ricercatori hanno monitorato le crisi in 110 pazienti con degli elettrodi impiantati nel cervello, un dispositivo chiamato comunemente 'pacemaker cerebrale' che manda impulsi elettrici a specifiche aree. Dopo 13 mesi il 413 per cento dei soggetti ha mostrato una riduzione delle crisi, percentuale che e' salita al 56 per cento dopo due anni. Secondo studi precedenti, un terzo dei casi di epilessia non risponde ai farmaci, e potrebbe avere quindi benefici dalla nuova metodologia. "Bisogna pero' fare attenzione - ha spiegato Robert Fisher, che ha coordinato lo studio - questa terapia e' invasiva, e puo' avere effetti collaterali. C'e' bisogno di ulteriori studi per capire quali sono i migliori candidati". .