
| giovedì 9 febbraio 2012 h. 19:44 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |
(AGI) - Bruxelles, 8 feb. - Gli esperti dei governi dell'Unione
Europea chiedono maggiori investimenti per aumentare gli sforzi
nella ricerca sul cancro. L'annuncio arriva da una relazione
pubblicata sulla rivista ecancermedicalscience, riportata anche
dal notiziario europeo Cordis. Gli esperti chiedono ai governi
di aumentare gli sforzi per la ricerca - con incentivi diretti
e indiretti - e di sviluppare modelli di partenariati
pubblico-privati per la ricerca sul cancro. La relazione
insiste sull'importanza della promozione di finanziamenti
innovativi ai sistemi sanitari e la necessita' di un
adeguamento normativo. Funzionari e scienziati riconoscono che
fattori quali l'ambiente e lo stile di vita, uniti
all'invecchiamento della popolazione, influiscono
sull'incidenza del cancro in Europa. Gli ultimi dati pubblicati
prevedono che entro i prossimi 10 anni saranno 15 milioni le
persone con diagnosi tumorale. Pur a fronte di immensi passi
avanti nello sviluppo di trattamenti antitumorale, in
particolare trattamenti biologici avanzati e tecniche
chirurgiche, stiamo comunque ancora muovendo i primi passi
nella comprensione della reale complessita' dei tumori, sia a
livello molecolare che genetico. Gli autori della relazione
raccomandano che le politiche nazionali ed europee contro il
cancro dovrebbero rimuovere gli ostacoli al raggiungimento di
questo obiettivo. "E' vero che dal 2004 l'Europa ha aumentato
notevolmente i finanziamenti; questi sembrano tuttavia
frammentati, con situazioni di veri e propri doppioni e gravi
carenze", ha spiegato Panos Kanavos, del dipartimento di
Sociologia della London School of Economics and Political
Science (LSE), nel Regno Unito, co-autore di questa relazione.
"Inoltre, seppur a fronte di azioni a livello nazionale per la
promozione di partenariati pubblico-privati per la ricerca sul
cancro - ha continuato - abbiamo scoperto che ci si e'
concentrati pochissimo sulla natura dei partenariati
pubblico-privati internazionali per la ricerca sul cancro, un
metodo che pensiamo potrebbe migliorare notevolmente la
ricerca. Un altro elemento ancora mancante e' un approccio
legislativo olistico per lo sviluppo delle innovazioni in campo
oncologico". Nella loro relazione, gli esperti sottolineano
come la ricerca e lo sviluppo (R&S) in oncologia registri uno
dei piu' alti tassi di fallimento per le nuove entita'
molecolari (NME) e i piu' alti costi di sviluppo, anche se nel
2005 e' stata registrata una forte accelerazione. Gli esperti
si occupano della mappatura degli attuali finanziamenti in
ricerca e sviluppo, sia in Europa che negli Stati Uniti, e
studiano le strategie di ricerca e sviluppo esistenti, le
politiche di innovazione nel settore oncologico e i
partenariati pubblico-privati. "Per creare un ambiente piu'
favorevole allo sviluppo di medicinali - ha detto Richard
Sullivan, membro della European Cancer Research Managers
Foundation e della Kings Health Partners Integrated Cancer
Centre - avremo bisogno di una migliore sinergia tra incentivi
e innovazione, un ruolo sempre piu' importante per i governi
nel settore degli incentivi e anche un ripensamento globale
della legislazione in vigore, delle politiche dei prezzi e dei
rimborsi".
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