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martedì 7 febbraio 2012   h. 8:44 direttore responsabile: Roberto Iadicicco

SONO IL DOPPIO DEI "REGOLARI"

E' BOOM DI PROFESSIONISTI SANITARI ABUSIVI

(AGI) - Roma, 11 dic. - E' forse l'unico caso in cui gli abusivi sono il doppio dei professionisti. Si nascondono dietro titoloni, diplomi conseguiti all'estero, studi hi-tech o fornendo servizi a domicilio in camice bianco. Ma in realta' sono solo finti professionisti sanitari. Un esempio? Su 50 mila fisioterapisti abilitati ad esercitare la professione, ne esistono almeno altri 100 mila che, in modo totalmente illegale, praticano attivita' fisioterapiche su cittadini ignari, attratti il piu' delle volte da pubblicita' ingannevoli. Come per i medici, infatti, anche le numerose professioni sanitarie (molte, circa 20, con fisioterapisti, dietisti, logopedisti, igienisti, ecc....) muovono un sostanzioso business legato alle visite private e al post-ricovero. Secondo i piu' recenti dati acquisiti dal Conaps (Coordinamento Nazionale delle Professioni Sanitarie), a convegno oggi a Roma, il numero degli abusivi e' in costante e allarmante crescita ed arriva a 'doppiare' i professionisti veri. Ma siamo di fronte a numeri difficilissimi da stimare.
  Infatti spesso chi subisce danni da queste persone non sporge denuncia e preferisce lasciar perdere. "Ad oggi - spiega Antonio Bortone, presidente Conaps e presidente dell'Associazione Italiana Fisioterapisti - si stima che il fenomeno raggiunga, solo per i fisioterapisti, i centomila casi in Italia su 50mila professionisti. Oltre a maghi, stregoni e guaritori esiste dunque un'altra forma di abusivismo ancora piu' difficile da individuare per il cittadino: la struttura nella quale si trovano operatori in camice bianco ma che non hanno alcuna competenza. Di fronte a tutto cio' - conclude il dr. Bortone - oggi un professionista sanitario vero e serio ha ben poche armi per difendersi: contrariamente ai medici, infatti, non dispone di un Ordine professionale che lo tuteli e ne sancisca la qualita' del lavoro". E uno strumento come l'Ordine sarebbe utile non solo contro l'abuso di professione, ma anche per garantire corretti aggiornamenti e corsi di formazione, indispensabili per svolgere il proprio lavoro con correttezza e per essere almeno parificati alle professioni sanitarie europee. Dal 2006, per questi motivi, e' in corso un importante iter legislativo che dovrebbe entro il 2010 finalmente portare un po' di 'ordine' in questo complesso settore. "Il quadro normativo italiano - spiega Tiziana Rossetto, vicepresidente Conaps e presidente della Federazione Logopedisti Italiani - ha assegnato alle professioni della salute autonomia e responsabilita' nella gestione clinica della persona e dei suoi problemi di Salute. Ma non sempre questo puo' avvenire. Infatti, per garantire il diritto alla salute e cure appropriate e' fondamentale che questi professionisti che, ricordiamolo, hanno piena titolarita' per il loro esercizio professionale, siano in possesso di credenziali e competenze conseguite in ambito accademico. Una condizione ormai normale per tutte le professioni di area assistenziale, riabilitativa, tecnico sanitaria e della prevenzione". "L'obiettivo fondamentale che si prefigge il ddl n.1142 ("Istituzioni degli ordini e albi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione") - spiega la sen. Rossana Boldi, presidente della commissione Politiche dell'Unione Europea e coautrice del ddl - e' il superamento di una situazione di disparita' di trattamento tra quelle professioni sanitarie gia' organizzate in ordini e collegi e quelle che ancora non lo sono. Il problema non e' tuttavia solo quello di tutelare le professioni sanitarie attraverso l'istituzione di ordini ed albi per quelle che ancora ne sono sprovviste, ma soprattutto quello di combattere l'abusivismo. Il risultato finale dell'approvazione del ddl n.1142, sara' quello di garantire ai cittadini delle prestazioni di qualita' migliore e piu' sicure". "In questo modo - aggiunge la sen. Laura Bianconi, membro della Commissione Sanita' e relatrice del ddl 1.142 - riusciremo a sanare quella 'non giustizia' creatasi nel tempo nel campo delle professioni sanitarie. Abusivismo e tutela dei cittadini, ma anche per metterci alla pari con l'Europa, che da questo punto di vista detta regole molto precise. Sarebbe una grave ingiustizia se l'Italia non mettesse le professioni sanitarie in condizione di muoversi alla pari di quelle degli altri paesi europei. Nel 2006 abbiamo preso tutti, in modo condiviso, o 'bipartisan' come si usa dire, l'impegno a sanare questa mancanza e a chiudere questo cerchio in modo virtuoso. Ad oggi e' terminata la fase emendativa e siamo pronti, per la ripresa dei lavori dopo la pausa natalizia, alle valutazioni finali per chiudere la fase in commissione con un voto condiviso. questo consentira' di passare direttamente al voto della Camera, saltando i doppi passaggi parlamentari, per l'approvazione definitiva. Ci auguriamo che il 2010 sia l'anno decisivo".
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