
| giovedì 9 febbraio 2012 h. 3:28 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |
(AGI) - Roma, 14 ott. - Nella loro pratica professionale i medici di famiglia utilizzano sempre piu' frequentemente le loro conoscenze su temi innovativi tra i quali la genomica. Lo si evince dall'indagine condotta dalla Fimmg, la Federazione italiana dei medici di famiglia. L'inchiesta mette in evidenza che l'uso occasionale di questo tipo di conoscenza aumenta del 13,7%, raggiungendo il 50,4% (era il 36,7% nel 2008) del campione, mentre cresce del 2,6% raggiungendo il 4,3% del campione l'uso quotidiano di analisi biochimiche o genetiche. Coerentemente, scendono al 37% le risposte sull'uso raro di tali conoscenze nella pratica quotidiana (nel 2008 erano al 48,9%). Nell'insieme le risposte alla domanda "nella sua carriera si e' mai trovato a mettere in uso le sue conoscenze in materia di genetica?" mostrano la piu' significativa variazione tra quanto dichiarato nel 2008 e nel 2009, autorizzando a desumere che l'attenzione dei medici si stia dirigendo sempre di piu' verso questo settore. A riprova di cio', quasi la totalita' del campione (95,8%) ritiene che le biotecnologie possano portare significativi vantaggi alla scienza medica e alla pratica di ogni giorno, anche se il 41,7% di questi medici ritiene che i benefici non arriveranno nell'immediato futuro. Un'alta percentuale di medici, il 76,2%, ritiene che i pazienti mostrerebbero fiducia nei confronti delle nuove tecnologie e addirittura il 61,2% ritiene che potrebbero chiedere un numero di esami eccessivo rispetto ai bisogni. Per quanto riguarda le finalita', i medici di famiglia italiani sono favorevoli verso la possibilita', che offre la genomica, di produrre farmaci specifici per il singolo paziente; cresce infatti di 3 punti raggiungendo il 79% l'atteggiamento fortemente favorevole dei medici rispetto a questa opportunita'. Favorevoli i medici sono anche relativamente all'utilizzo della genomica per la diagnosi precoce di patologie geniche: la ritiene utile in ogni caso il 43,3% (in crescita dell'1,9%), che sale al 53,5% dei medici che nello stesso tempo ritengono esistano anche implicazioni di carattere etico da tenere in considerazione. "Per noi e' importante misurare l'atteggiamento dei medici di famiglia nei confronti di aspetti a forte innovazione, perche' sono loro a determinare l'uso su larga scala di determinate pratiche cliniche se naturalmente l'aspettativa dei risultati e' positiva per il paziente - ha dichiarato Stefano Zingoni, responsabile nazionale del Centro Studi di FIMMG. "In questo campo, una realta' in rapido divenire e' la messa a punto di test sempre piu' rapidi ed economici - ha concluso Zingoni - il cui utilizzo puo' rappresentare una potenzialita' assistenziale importante se messa a disposizione di una medicina di frontiera, capillarmente diffusa come quella di famiglia. (AGI) Noc 141224 OTT 09