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giovedì 9 febbraio 2012   h. 7:13 direttore responsabile: Roberto Iadicicco

Meno di 200 millesimi di secondo per stimare il contenuto di lipidi

CERVELLO UMANO RICONOSCE ALL'ISTANTE I CIBI GRASSI

CERVELLO UMANO RICONOSCE ALL'ISTANTE I CIBI GRASSI

(AGI) - Roma, 2 apr. - Il nostro cervello e piu' veloce di una calcolatrice: gli basta un'occhiata velocissima, meno di 200 millesimi di secondo, per stimare il contenuto di grassi ed energia presenti in un alimento. E' il sorprendente risultato di uno studio, pubblicato su "Neuroimage", che ha visto la collaborazione del Centre Hospitalier Universitaire Vaudois (Chuv), dell'Universita' di Losanna, del Centre d'Imagerie Biomedicale (Cibm) e del Nestle' Research Centre di Losanna. Lo studio richiedeva a un campione di adulti sani di distinguere le immagini raffiguranti alimenti da quelle raffiguranti soggetti di altra natura, mentre la loro attivita' cerebrale veniva misurata con un elettroencefalogramma. Senza che i soggetti ne fossero informati, le immagini degli alimenti erano state in precedenza suddivise in 2 categorie: da una parte quelli ad alto contenuto di grassi e dall'altra gli alimenti "light". Oltre al risultato sono sorprendenti i tempi impiegati dal cervello a distinguere i cibi grassi da quelli poco calorici: meno di 200 millesimi di secondo. I risultati dell'elettroencefalogramma dimostrano che "le regioni cerebrali tipicamente associate al processo decisionale e al senso di ricompensa rispondono piu' prontamente agli alimenti ad alto contenuto di grassi, piuttosto che a quelli a basso contenuto".
  Le conoscenze acquisite attraverso questo studio, secondo i ricercatori, "condurranno a una migliore comprensione del processo decisionale umano relativo alla valutazione e alla scelta del cibo". Per Micah M. Murray, neuroscienziato del Chuv a capo del progetto, la collaborazione fra questi importanti istituti di ricerca "offre una grande opportunita' per studiare i meccanismi cerebrali coinvolti nei meccanismi di percezione e scelta del cibo e per la prima volta stato possibile indagare questi processi sull'uomo e comprendere quando e in quali regioni del cervello si prendono le decisioni legate al cibo".
 

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