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domenica 5 settembre 2010   h. 19:21 direttore responsabile: Giuliano De Risi

ANNUNCIO DEL BERLIN CHARITE HOSPITAL

HIV: VIRUS SCONFITTO DOPO TRAPIANTO MIDOLLO

HIV: VIRUS SCONFITTO DOPO TRAPIANTO MIDOLLO

 Londra - Per la prima volta un paziente infetto dall'Hiv e' riuscito a sconfiggerlo grazie a un trapianto di midollo osseo. Ad annunciarlo e' stato un gruppo di medici Berlin Charite Hospital in un articolo pubblicato sulla rivista New England Journal. Il paziente in questione e' un americano di 42 anni, infetto dal virus ormai da dieci anni. Per quattro anni, l'uomo ha vissuto a Berlino dove e' stato trattato con farmaci antiretrovirali. Fino a quando la sua situazione clinica non e' peggiorata a causa dell'insorgenza della leucemia. Due anni fa i medici hanno deciso di effettuare sul paziente un trapianto di midollo osseo, l'unico sistema per combattere la leucemia. A causa del trapianto, pero', i medici hanno dovuto sospendere la somministrazione dei farmaci antiretrovirali, le uniche armi che tenevano sotto controllo il virus. Prima di effettuare il trapianto, i medici hanno cercato una rarissima tipologia di donatore immune all'Hiv. Si tratta di alcune persone che per anni hanno incuriosito gli scienziati di tutto il mondo. Loro, infatti, sembrano avere un'arma innata che impedisce l'attacco del virus all'organismo. La loro scoperta risale a circa 20 anni fa, quando gli scienziati hanno notato che alcune prostitute di Nairobi, nonostante intrattenessero migliaia di rapporti sessuali con persone diverse, non erano rimaste infettate dal virus. Gli scienziati hanno cosi' studiato il caso scoprendo che le donne immuni erano portatrici di una mutazione genetica, la 'CCr5', che funge da protezione contro l'Hiv. Dalle stime ufficiali, nelle popolazioni occidentali ci sono dall'1 al tre per cento di persone che presentano una variazione genetica simile. Ed e' proprio in questo piccolo gruppetto di rari donatori immuni che gli scienziati tedeschi hanno trovato un donatore di midollo per il loro paziente americano. Nei due anni successivi al trapianto, il paziente americano e' stato sottoposto a controlli medici regolari. I medici hanno esaminato il suo midollo osseo, il sangue e i tessuti e non hanno riscontrato alcun segno della presenza del virus dell'Hiv. ''Fino a quando la carica virale rimane inosservabile, il paziente non necessita di alcuna terapia antiretrovirale'', hanno detto i medici.

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