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venerdì 10 febbraio 2012   h. 4:29 direttore responsabile: Roberto Iadicicco

vaccino da oggi in farmacia

INFLUENZA: IGIENISTI, VACCINARSI ENTRO NOVEMBRE

INFLUENZA: IGIENISTI, VACCINARSI ENTRO NOVEMBRE

Puntuale come sempre, anche quest'anno e' alle porte l'epidemia di influenza, che mettera' a letto milioni di italiani con febbre, raffreddore, mal di gola e dolori articolari. E sara' un'influenza particolarmente agguerrita: secondo i virologi, i tre nuovi virus (due australiani e uno americano) che bussano alle porte metteranno K.O. dai 5 ai 7 milioni di persone solo nel nostro paese. Ma prevenirla si puo': basta vaccinarsi prima possibile, e comunque "non oltre novembre, per dare modo al nostro organismo di sviluppare gli anticorpi". E' il consiglio del prof.Gualtiero Ricciardi, segretario generale della Societa' Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanita' pubblica (Siti), che ha appena concluso il suo quarto Congresso Nazionale a Bari. "L'influenza arriva piu' o meno sempre nello stesso periodo - spiega Ricciardi - ed e' possibile saperlo con anticipo, perche' nasce in Oriente e poi si sviluppa da noi. Il picco epidemico e' previsto per gennaio-febbraio. Per questo entro la fine di novembre ci si deve vaccinare, specie gli anziani e le persone piu' fragili". Il vaccino e' da oggi disponibile nelle farmacie, ma il problema, segnala Ricciardi, e' nell'informazione: "La gente non si vaccina naturalmente, non e' una cosa che viene spontanea. Occorrerebbero piu' campagne informative, per segnalare i rischi che una mancata vaccinazione fanno correre soprattutto ai soggetti piu' deboli. Ci si deve ricordare che ogni anno migliaia di anziani muoiono per colpa dell'influenza". In Italia scontiamo poi un grave ritardo negli investimenti sulla prevenzione, vaccini compresi: "Siamo gli ultimi tra i paesi Ocse, che comprendono anche nazioni come Corea e Messico, quindi non solo il cosiddetto Occidente. Abbiamo vaccini gia' a disposizione, come l'antipneumococcico e l'antimeningococcico, ma vengono somministrati a macchia di leopardo, una regione si una no, perche' non si investe. Speriamo che il governo rompa gli indugi su questo tema - conclude l'igienista - perche' e' vero che vaccinare costa, ma costa due euro a paziente, mentre senza vaccino ci si ammala e allora si spendono 500 euro per un ricovero ospedaliero. Vaccinando si salvano delle vite e si risparmia". (AGI) - Roma, 7 ottobre -

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