
| martedì 9 febbraio 2010 h. 12:53 | direttore responsabile: Giuliano De Risi |
(AGI) - Roma - "Apprendiamo con grande preoccupazione la revoca da parte del Governo del DPCM riguardante la definizione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)". Cosi' Mariadelaide Franchi, Presidente dell'Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus, dopo la scelta di sospendere i nuovi Lea emanati da Livia Turco per mancanza di copertura finanziaria. "I nuovi LEA esistono davvero o li abbiamo solo sognati? - aggiunge Franchi - La notizia di una revisione e di una nuova versione dei LEA dopo l'estate in versione 'light' ci trova perplessi. Si parla tanto di tagliare le spese e poi i primi a saltare sono i finanziamenti per i malati? La scelta del Governo e' gravissima perche' costituisce un passo indietro nella politica di prevenzione e di tutela di portatori di malattie rare e croniche. In quanto malati BPCO ne siamo particolarmente colpiti perche' il DPCM 'saltato' aveva previsto nell'Allegato 8 la Revisione del Decreto Ministeriale 329 del 1999 sulle malattie croniche e invalidanti (D.M. del 28 maggio 1999, pubblicato nella G.U. n. 226 del 25 settembre 1999 e successive modifiche), con il riconoscimento della BPCO proprio come patologia cronica e invalidante e con la definizione delle prestazione essenziali per il suo monitoraggio. La lista delle prestazioni esenti per la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (codice 057) e la revisione di quella relativa all'insufficienza respiratoria cronica (codice 024.518.81) sono state pubblicate nel sito del Ministero della Salute e sono state accolte con soddisfazione dalla nostra Associazione e da tutti coloro che si sono impegnati per ottenere questa importante decisione". Il fatto, attaccano i pazienti, "e' che la BPCO e' cronica per definizione e invalidante sulla base di numerose evidenze scientifiche (Linee guida internazionali GOLD-Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease). Cosa possiamo aspettarci ora? Rivolgiamo un appello al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, affinche' ascolti le nostre giuste richieste e trovi una soluzione rapida alla nostra istanza". "L'inserimento della BPCO nella lista delle malattie croniche - conclude Mariadelaide Franchi -rappresenta una misura di migliore tutela del paziente, ma per noi e' soprattutto il mezzo per ottenere il riconoscimento del suo impatto economico e sociale, che e' il punto di partenza per una migliore prevenzione e una piu' adeguata gestione di una patologia in crescita, con allarmanti tassi di prevalenza e di mortalita'". La BPCO e' al quinto posto in Italia nella lista delle malattie croniche, provocando circa 17mila decessi l'anno, pari a circa la meta' delle morti per malattie respiratorie.