| mercoledì 16 maggio 2012 h. 16:29 | direttore responsabile: Roberto Iadicicco |
(AGI) - Trieste, 14 giu. - Nuovo appello delle associazioni di
malati di sclerosi multipla sull'urgenza di intervenire a
tutela dei loro diritti. A tale proposito il consigliere del PD
del Fvg Paolo Menis, fa sapere di aver presentato una
interrogazione ricordando che "la questione ruota attorno alla
circolare n. 1685 del ministero della Salute, che con essa ha
trasmesso alle Aziende sanitarie di tutto il Paese il parere
del Consiglio superiore di sanita' in materia di insufficienza
venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) e sclerosi multipla
(SM)". Secondo questo documento la CCSVI non andrebbe, di
fatto, riconosciuta come una patologia e pertanto non sarebbe
operabile dal Servizio sanitario nazionale. Un parere
controverso, e comunque non vincolante per le Regioni "in
particolare non per il Fvg che non fa parte del SSN -
sottolinea Menis - ma che ha prodotto l'immediato blocco dei
trattamenti presso le due Aziende ospedaliere universitarie di
Trieste e Udine, dove venivano effettuati i trattamenti. Una
decisione probabilmente frettolosa, che ha provocato in molti
malati sconforto e smarrimento. Cio' - spiega - provocato la
fuga di malati verso altre strutture, anche all'estero, con
costi - si va in media dai 150 ai 300 euro per l'indagine
diagnostica e dai 3.000 ai 6-7.000 euro per il trattamento
chirurgico - che aprono la strada a lucrose, quanto
inaccettabili, speculazioni sulla salute. Paradossalmente
proprio quanto il Consiglio superiore della sanita' voleva
scongiurare". Menis nell'interrogazione all'assessore alla
salute del Fvg Kosic chiede conto delle ragioni di questa
scelta e di quali misure siano state adottate per arginare le
conseguenze.
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